Come respirano gli astronauti nello spazio?

Da grande farò l'astronauta! É una delle prime professioni che viene in mente ai bambini quando si chiede loro che mestiere vorrebbero fare quando saranno adulti. Da qui a diventarlo davvero però, ne accadono di cose. Essere astronauta è un lavoro che richiede una gran dose di grinta, impegno, sacrificio e dedizione, oltre ad una forte personalità, notevole abilità di autocontrollo e una buonissima resistenza fisica.

A tutti piacerebbe visitare, anche solo per una volta, lo spazio, e scoprire i misteri che si nascondono dietro alla composizione di stelle, pianeti, comete e buchi neri, ma in verità solo pochi fortunati vedranno realizzato questo grande sogno. Agli altri viene comunque concessa la possibilità di conoscere qualche trucco di questo mestiere così interessante. Per esempio, vi siete mai domandati come fanno a respirare gli astronauti nello spazio? La fisica ci dice che più ci si allontana dal nostro pianeta, più l'atmosfera respirabile diminuisce, più la pressione cala visibilmente, più la temperatura varia in maniera incontrollabile, condizioni che porterebbero qualsiasi essere umano a perdere coscienza (dato che al cervello non arriverebbe una quantità di ossigeno sufficiente per continuare le sue funzioni), e morire soffocato nel giro di pochi minuti.

In realtà esistono diversi modi attraverso cui i cosmonauti riescono a respirare dentro ad una navicella o all'interno di una stazione spaziale. Per esempio si può produrre ossigeno direttamente a bordo del veicolo attraverso il processo di elettrolisi dell'acqua, oppure si può trasportare l'ossigeno proveniente dalla Terra all'interno di bombole pressurizzate, e utilizzarlo all'occorrenza o in caso di necessità. Ovviamente bisogna sapere che le tute spaziali sono fatte in modo da mantenere bassa la pressione dell'aria al loro interno, cosa che impedisce all'astronauta di morire di ipossia, permettendogli di respirare regolarmente come se fosse sulla Terra.

Ancor più dei misteri che avvolgono lo spazio, ogni tanto dovremmo imparare ad essere più curiosi nei confronti dell'ingegno umano, che spesso si rivela capace di superare brillantemente gli ostacoli che la natura ci impone.